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dove la bellezza diventa ma raviglia
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il Festival
Progetto

Se è vero che le persone e la musica possiedono la capacità di trasformare i luoghi come una forza plastica, ARMONIEDARTEFESTIVAL ha sempre assecondato il fascino incomparabile e archetipico del parco archeologico Scolacium, o aggiungendo valore contemporaneo al suo valore intrinseco, con un’attività densa e intensa,  nel corso di quindici anni “da ricordare “, con la musica, il teatro, la danza, l’arte e altro ancora, in una parola sola dalla potente evocazione: con la Cultura.
Un termine forse inflazionato, ma quanto mai ideale per sottolineare la naturale inclinazione del festival nei confronti della bellezza e della sua diffusione in quell’”armonie delle arti “ che sta per “ armonia tra le arti “, intersezione di generi e stili artistici diversi attraverso il comune denominatore del codice linguistico musicale e con un’idea complessa di Cultura legata  per l’appunto all’armonia e alla bellezza nel loro declinazione etica ed estetica di valore individuale e collettivo, di ieri e di oggi.

Una strategia culturale che si è scoperta straordinariamente vincente per la valorizzazione di questo Bene culturale, il Parco archeologico Scolacium, luogo di straordinaria suggestione paesaggistica e importante valore monumentale, sito d’eccellenza dell’intera area meridionale; colonia magnograeca, romana, poi insediamento normanno, in un vasto uliveto secolare, su una lieve collina che digrada al mare e ad appena 200 mt in linea d’aria dalla bianca spiaggia ionica, in territorio borgese  contiguo al quello del capoluogo di regione; in un’area ad alta vocazione turistica e a 20 minuti da Lamezia Terme, più importante snodo aeroportuale e ferroviario della Calabria.

Con la visione del suo ideatore  e direttore artistico Chiara Giordano, molte delle impervie sfide iniziali sono state centrate, dall’identità del festival appunto con uno dei siti archeologici più importanti d’Italia, alla conseguente e perfetta integrazione con il MIBAC, fino alla sua acuta programmazione trasversale, che ha incontrato un consenso sempre più unanime e crescente da parte del pubblico, oltre al gradimento entusiastico degli artisti coinvolti.
Per consolidarne la gestione operativa in una più ampia visione di presidio culturale che potrà investire idee ed energie non solo nella performing art ma anche nella gestione dei Beni oltre che nella formazione e informazione culturale a tutto campo, da un anno è stata costituita l’omonima Fondazione; certamente così il festival, la cui eco è già ben presente oltre i confini regionali, assumerà ancor più le funzioni di un vero centro propulsore di arte e di spettacolo, capace di fare sponda forte  con altre prestigiose realtà nazionali ed internazionali.
La costante sarà invece rappresentata dall’approccio che integra distribuzione e produzione, repertori consolidati e nuove opere commissionate, grandi artisti internazionali e giovani emergenti , e sarà anche rappresentata da quegli stessi luoghi incantati che hanno visto negli anni i visi sorridenti e le parole lusinghiere e incoraggianti di Riccardo Muti,  Zubin Mehta, Josè Carreras, Lorin Maazel,  Wayne Shorter,  Pat Metheny, Stefano Bollani, Chick Corea, Wynton Marsalis, Gilberto Gil, Lindsay Kemp, Paolo Fresu, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Nicola Piovani,  David Parson,  fra moltissimi altri;

Quello posto da ARMONIEDARTEFESTIVAL è d’altronde anche un modello da seguire: tradizione ed innovazione non sono in antitesi, al contrario è da un fecondo rapporto dialettico fra di esse, come avrebbe postulato Theodor Adorno, che possono nascere le sfide, non solo artistiche, più nobili ed alte. Promuovere l’arte e lo spettacolo attraverso un contenitore culturale di questa fattura, capace di mediare fra passato e futuro, e rendere fruibile un luogo magico come il Parco di Scolacium, rilanciando la sua vicenda secolare come un spazio da vivere sotto l’egida della creatività, sperimentazione e ricerca espressiva al più alto livello, costituisce un privilegio enorme cui si accompagna una responsabilità forse ancora maggiore che le istituzioni, gli sponsor a supporto e l’intero staff del festival accolgono e rilanciano con grande passione e impeto, verso il  futuro di questa terra che, nelle pur permanenti contraddizioni e problematiche ancora tipiche del sud italiano e mediterraneo, pure gode di enormi potenzialità. Da ARMONIEDARTEFESTIVAL si consoliderà allora un pezzo non trascurabile di quel futuro, e  con le radici ben piantate nel suo lucente passato, sarà possibile una nuova proficua agorà, per  promuovere e consegnare  benessere, immateriale e materiale, etico ed estetico, individuale e collettivo.


Nota sul sottotitolo edizione 2016

CANTO DELL’ARTE INCANTO DELL’UOMO
Catturato dalla possibile “Armonia delle Arti “, qui a Scolacium luogo ideale e fisico di fascinazioni, negli anni il Festival ha seguito e conciliato intenzioni e direzioni differenti, nel comune codice della Bellezza.
Oggi, quando ancor più dilagante appare la pluralitá di mondi e di senso, piú fortemente avvertiamo l’Arte come un “canto salvifico unitario”, congiunzione di linguaggi spesso anche lontani, ma che nell’ “ incantamento della bellezza” lascia esplodere un rinnovato umanesimo.
Questa la suggestione che anima lo spirito generale del festival.


Ratio artistica del progetto:

Porre in essere un’attività spettacolistica e non solo, stagione della “armonia” tra i luoghi e le attività, tra “classicità” e “contemporaneità”, conciliando diversità e contrasti, peraltro tipici dell’identità meridionale.
Come sempre Armonie d’Arte dedicherà molta attenzione alle proprie produzioni originali, alle esclusive, ai grandi circuiti internazionali come ai giovani e agli artisti di questa terra.
A partire da questa sedicesima edizione, ha voluto anche darsi una programmazione ancora più visibilmente strutturata: sei focus artistici, graficamente rappresentati da colori diversi, su temi che saranno l’impegno di Armonie d’Arte per il futuro e che di anno in anno cambieranno solo per gli specifici contenuti.


Ratio culturale del progetto:

Perseguire,  attraverso  qualità e innovazione, l’integrazione di attori e settori  per una strategia di sviluppo culturale sostenibile fondamentale per un adeguato percorso di reale politica culturale quale strumento di sviluppo complessivo.
Un Festival che avverte tutta la responsabilità di un ruolo  attivamente culturale che guarda all’Arte anche come strumento strategico di dialogo, confronto e sviluppo sociale.
Oltre che con gli spettacoli ,  con le tante attività collaterali ( incontri di parola, visite teatralizzate del parco, degustazioni, stage, premi, promozioni e pacchetti con la filiera turistica ) si pone come attrattore vero, di profilo alto e di grande energia propulsiva per questa terra di Calabria


I contenuti artistico culturali in sintesi 

1. Focus tematici su temi chiave culturali, artistici, sociali, antropologici
2. Progetti speciali e attività collaterali dedicati alla valorizzazione del Bene / Scolacium
3. Grandi artisti e artisti locali, contesti internazionali e valori territoriali, codici tradizionali e linguaggi innovativi
4. Parole Chiave dei contenuti artistici : multidisciplinarietà, tematismi, intersezioni, giovani, territorio, distribuzione, produzione.


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